LA MANTIDE RELIGIOSA TREKKING NEL PARCO DELLE FORESTE CASENTINESI

Trekking in Appennino Tosco Romagnolo cercando la Mantide religiosa (Mantis religiosa Linnaeus, 1758), denominata anche mantide europea appartiene alla classe insecta (insetti) del regno Animalia, ne esistono più di 2400 specie. Il nome del genere deriva dal greco “Mantis”, cioè indovino, profeta, e fa riferimento alla postura delle zampe anteriori che ricorda un atteggiamento di preghiera.

Caratteristiche

Percorrendo i sentieri del Parco delle Foreste Casentinesi può capitare di incontrare la Mantide religiosa di colore verde, marrone o giallo. Sul lato anteriore di ogni zampa vi è la presenza di una chiazza nera simile ad un occhio che viene normalmente mostrata a scopo difensivo.

Maschio o femmina?

I maschi hanno 8 segmenti (sterniti) addominali visibili, mentre le femmine 6, e sono inoltre più piccoli. Un maschio in età adulta è lungo circa 6 cm mentre la femmina circa 7,5 cm. Normalmente le antenne del maschio sono più lunghe di quelle della femmina.

L’accoppiamento

L’accoppiamento delle mantidi è caratterizzato da cannibalismo post-nuziale. La femmina, durante l’atto di accoppiamento o subito dopo, divora il maschio partendo dalla testa mentre gli organi genitali proseguono nell’accoppiamento. Questo comportamento è dovuto al bisogno di proteine, necessarie ad una rapida produzione di uova. Ne è prova che la femmina d’allevamento, essendo ben nutrita, spesso non mangia il maschio. L’accoppiamento è molto lento e può durare diverse ore. Nei periodi freddi le femmine di mantide depongono le uova che vengono deposte in una sorta di contenitore, preparato sempre dalla femmina, con delle secrezioni collose che si solidificano prendendo il nome di ooteca. Ogni ooteca può contenere un numero molto variabile di uova, dalle 60 alle 200. Questo piccolo contenitore tiene al riparo le uova fino alla nascita delle neanidi che avviene solitamente in natura a maggio. In estate piena le mantidi raggiungono l’età adulta ed in Italia solitamente muoiono nel mese di Novembre.

Le difese

Per difendersi dagli attacchi di insetti antagonisti, le mantidi aprono di scatto le ali per sembrare più grandi. Talvolta, sempre a scopo difensivo, producono un verso che appare un sibilo, come quello emesso da un serpente, che producono sfregando l’addome sulle ali.

Predatori eccellenti

Le mantidi, che aspettano immobili le loro prede, sono predatori e cacciatori molto abili ma soprattutto insetti sorprendenti nel mimetismo. Per agguantare una preda ripiegano come tenaglie le lunghe zampe, ricoperte di aculei, intorno al corpo della preda che a quel punto non ha scampo e si viene a trovare esattamente davanti alla bocca. Si pensi che tutto questo avviene in circa un ventesimo di secondo.
La fama di cacciatrici spietate le accompagna da sempre, si nutrono generalmente di mosche, grilli, falene e altri piccoli insetti e alcune specie, talvolta, anche di piccoli topi, lucertole, serpenti.

Ultime ricerche

Due biologi Rajesh Puttaswamaiah e Niyak Manjunath e un entomologo, l’italiano Roberto Battiston, hanno recentemente descritto sul Journal of Orthoptera Research la scoperta secondo la quale per cinque notti consecutive, un maschio adulto ha agguantato e divorato alcuni pesciolini d’acqua dolce tornando ogni volta con precisione sul luogo di caccia. Dice Battiston: “Mai prima d’ora le si era osservate pescare. A sorprendere stupisce il fatto che l’animale sia tornato nello stesso luogo più volte. Tutto questo fa inoltre pensare che la mantide possa essere capace di apprendimento complesso, la capacità cioè di usare vari elementi (come l’abbondanza di prede, la velocità di cattura, l’alto valore nutrizionale) per formulare un comportamento vantaggioso e ripeterlo in modo sistematico.”

Leggende e realtà

La mantide religiosa, è del tutto innocua anzi molto utile per l’agricoltura in quanto si nutre di insetti nocivi per le colture. La sua fama era una volta legata a presagi di sventura e disgrazia. Le leggende sono riconducibili addirittura al 310 a.C. quando Aristarco, uno noto astrologo e fisico greco, dichiarava che la mantide portava mala sorte e sventura anche solo con uno sguardo. Nell’antica Roma, invece, le vennero assegnati potenti poteri magici. Famosa è la frase del noto entomologo Jean-Henri Fabre: “gli altri insetti possono solo vedere, la mantide invece può guardare!”.